giovedì 7 luglio 2011

Aumentano ancora prezzi gasolio e pneumatici

L'incremento delle accise non sembra giustificare il continuo aumento dei carburanti alla pompa, tenendo conto che, viceversa, il barile di petrolio è calato intorno ai 95 dollari al barile. Il gasolio raggiunge la quota di 1,476 euro al litro. Intanto, domani si riunirà l'Osservatorio sull'autotrasporto per cercare un'intesa sui costi minimi per i contratti scritti.

Proprio l'aumento delle accise sta creando un'altra grana per il Governo, perché le associazioni dell'autotrasporto si stanno mobilitando per chiedere forme di sostegno alle imprese. I veicoli con massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate beneficiano di un recupero della maggiore tassazione, ma con i consueti tempi (considerati lunghi). Quindi, gli autotrasportatori chiedono procedure più brevi.

Più in generale, le associazioni dei consumatori chiedono provvedimenti al Governo, che riguardino tutti i tipi di carburante, il cui prezzo sembra ormai fuori controllo e comunque slegato dall'andamento del petrolio. È vero che il mercato di benzina e gasolio non è strettamente connesso con quello del greggio, perché in mezzo ci sono le lavorazioni in raffineria, ma la situazione attuale è che il prezzo alla pompa ha raggiunto livelli record, anche in confronto a periodi in cui il costo del barile era molto più elevato dell'attuale.

Notizie preoccupanti sui costi giungono anche dall'Istat, che rileva significativi aumenti anche nelle altre voci, come le assicurazioni RC Auto. A luglio si registra anche l'ennesimo aumento del prezzo degli pneumatici. Bridgestone annuncia un incremento per le coperture destinate ai veicoli industriali del 12%, ma anche gli altri marchi praticheranno aumenti perché la causa è la crescita del prezzo mondiale della gomma naturale. Il costo di questa materia prima (che negli pneumatici per camion non si può sostituire con la gomma sintetica) ha raggiunto livelli record, anche se la crescita del suo prezzo è stata temporaneamente interrotta dal terremoto in Giappone, che ha causato una riduzione della domanda a causa della distruzione di alcuni stabilimenti automobilistici. Un altro fattore di aumento del prezzo degli pneumatici è il nuovo contributo italiano Ecopneus per il recupero delle coperture usate.

Da:
© TrasportoEuropa


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Nuova protesta dell'autotrasporto in Sardegna

Per la seconda volta in meno di un mese, la nuova associazione regionale di autotrasportatori Sardegna in Movimento ha attuato una manifestazione al porto di Olbia, per protestare contro i rincari dei traghetti.

Alle sei del 4 luglio, circa duecento camion si sono radunati davanti al molo Cocciani, impedendo la movimentazione delle merci fino circa alle ore 20. Lo scorso 18 giugno, l'associazione sarda aveva effettuato una manifestazione analoga all'Isola Bianca, ma ieri l'adesione è cresciuta: "Molti colleghi dopo aver sentito le nostre motivazioni, anche se prima non avevano aderito allo sciopero ora hanno deciso di sostenerci e non s'imbarcano", ha dichiarato alle agenzie il presidente di Sardegna in Movimento, Angelo Carta.

Gli autotrasportatori chiedono che per i veicoli industriali "le tariffe delle navi siano equiparate a quelle della ferrovia". Per garantire ciò, Carta si rivolge alla Regione per avviare un collegamento per rotabili tra Olbia e Livorno che duri per l'intero anno. Lo stesso Carta spiega che il solo costo del traghetto può essere superiore a quello pagato all'autotrasportatore per l'intero viaggio: l'imbarco di un semirimorchio costa circa 700 euro, mentre un trasporto è pagato anche 500 euro. Il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, si è impegnato ad incontrare i rappresentanti dell'associazione.

Tratto da ©TrasportoEuropa


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